La vita è il mio viaggio. L'amore ne è meta, bagaglio, percorso.



PoesieRacconti

Le visite a questo blog sono state...

venerdì 16 aprile 2010

IL FU MATTIA PASCAL, Luigi Pirandello

Luigi Pirandello (1867-1936)
premio Nobel per la letteratura nel 1934

Da “Il fu Mattia Pascal”, cap. IX

Ogni oggetto in noi suol trasformarsi secondo le immagini ch’esso evoca e provoca e aggrappa, per così dire, attorno a sé. Certo un oggetto può piacere anche per se stesso, per la diversità delle sensazioni gradevoli che ci suscita in una percezione armoniosa; ma ben più spesso il piacere che un oggetto ci procura non si trova nell’oggetto per se medesimo. La fantasia lo abbellisce cingendolo e quasi irraggiandolo d’immagini care. Né noi lo percepiamo più qual esso è, ma così, quasi animato dalle immagini che suscita in noi e che le nostre abitudini vi associano. Nell’oggetto, insomma, noi amiamo quel che vi mettiamo di noi, l’accordo, l’armonia che stabiliamo tra esso e noi, l’anima che esso acquista per noi soltanto e è formata dai nostri ricordi.

Luigi Pirandello, col suo “Il fu Mattia Pascal” è stato il mio primo grande amore letterario, e come tale non potrà mai essere rimpiazzato nel mio cuore. Certo ho amato altri scrittori e altri romanzi, ma mai allo stesso modo. Mai come con Pirandello ho avvertito, nel leggere, la stessa sintonia coi sentimenti di un autore...

Da “Il fu Mattia Pascal”, cap. II

Siamo o non siamo su un’invisibile trottolina, cui fa da ferza un fil di sole, su un granellino di sabbia impazzito che gira e gira e gira, come se ci provasse gusto a girar così, per farci sentire ora un po’ più di caldo, ora un po’ più di freddo, e per farci morire – spesso con la coscienza d’aver commesso una sequela di piccole sciocchezze – dopo cinquanta o sessanta giri? Copernico, Copernico, don Eligio mio, ha rovinato l’umanità, irrimediabilmente.Oramai noi ci siamo adattati alla nuova concezione dell’infinita nostra piccolezza, a considerarci anzi men che niente nell’Universo, con tutte le nostre belle scoperte e invenzioni; e che valore dunque volete che abbiano le notizie, non dico della nostre miserie particolari, ma anche delle generali calamità? Storie di vermucci, ormai le nostre. Avete letto di quel piccolo disastro delle Antille? Niente. La Terra poverina stanca di girare, come vuole quel canonico polacco, senza scopo, ha avuto un piccolo moto d’impazienza, e ha sbuffato un po’ di fuoco per una delle tante sue bocche. Chi sa che cosa le aveva mosso quella specie di bile. Forse la stupidità degli uomini che non sono stati mai così noiosi come adesso. Basta. Parecchie migliaia di vermucci abbrustoliti. E tiriamo innanzi. Chi ne parla più? Don Eligio Pellegrinotto, mi fa però osservare che, per quanti sforzi facciamo nel crudele intento di strappare, di distruggere le illusioni che la provvida natura ci aveva create a fin di bene, non ci riusciamo. Per fortuna, l’uomo si distrae facilmente. […] Sicuro. E dimentichiamo spesso e volentieri di essere atomi infinitesimali per rispettarci e ammirarci a vicenda, e siamo capaci di azzuffarci per un pezzettino di terra o di dolerci di certe cose, che, ove fossimo veramente compenetrati di quello che siamo, dovrebbero parerci miserie incalcolabili.


A proposito di Mattia Pascal (o Adriano Meis che dir si voglia)...
guardate che bella questa lezioncina!!


2 commenti:

  1. argentina110celulares23 agosto 2010 09:22

    Cara Sabrina,
    desde Buenos Aires. Mi nombre es Luis Chiodo, 78, y a pesar de mi apellido mi italiano es deficiente. Espero qu entiendas mi español.
    Te molestamos por una gran duda que hay en la familia luego de reveer la magnifica película KAOS.
    En un momento hay una vista aérea de una ciudad o pueblo, en ruinas sobre unas montañas verticales: 50 metros/ 80 metros. Es un espectáculo magnífico, en medio de una sabana esas piedras como acantilados y el pueblo encima. Las ventanas sobre el precipicio.
    Por favor, donde es ese sitio ? como se llama el publo o paese olvidado y abandonado ?
    Muchas gracias
    Saludos muy atentos de Luis
    mi e mail luischiodo@hotmail.com

    Commento postato il
    20 agosto 2010, alle ore 18:04

    RispondiElimina
  2. Gentilissimo Luis,
    poiché non conosco lo spagnolo spero riuscirà a comprendermi in Italiano, così come io credo di essere riuscita a cogliere il senso della sua domanda in spagnolo (o almeno lo spero!).
    Il film KAOS è stato girato in gran parte nella provincia di Ragusa, per esempio le scene dell'episodio "La Giara" sono girate all'interno del Castello di Donnafugata, che si trova a circa 20 km da Ragusa.
    Relativamente al suo dubbio, sono quasi certa che la veduta alla quale lei si riferisce sia relativa al Castello di Venere ad Erice, un paese arroccato sul monte San Giuliano, di fronte al mare di Trapani, a Nord-Est delle isole Egadi.
    Comunque le risponderò in privato, allegandole alcune foto del sito in questione, così potrà farmi sapere se le sono stata di aiuto!
    Grazie per la visita, e a presto.

    RispondiElimina